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Marco, classe 1963, carabiniere dal 1981, ha prestato servizio a Roma e Milano, per poi stabilirsi definitivamente in provincia di Bergamo. E' un inguaribile "malato" di Juventus, che quando stacca dal lavoro ama rilassarsi in cucina. Coltiva la passione per il cinema, la musica e i buoni libri. Da troppi anni non vive più a Gonnostramatza ma il suo piccolo paese è sempre dentro di lui e di questo ne va fiero, poiché i ricordi che lo legano ad esso sono un tesoro inestimabile, fatto di profonde tradizioni e amicizie incrollabili, vere e sincere.

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A GONNOSTRAMATZA ERA NATALE QUANDO...

nataleTutte le strade del paese, erano addobbate con luminarie strane e improbabili. Ne ricordo una in particolare che solo all'Epifania, realizzai che si trattava di una candela accesa. Tutti correvano senza guardarsi in faccia, per non perdere tempo e raggiungere il centro commerciale. Che bello! che spettacolo vedere quel gregge umano, stipare carrelli di ogni genere di leccornie, panettoni, spumanti, vini, frutta esotica, giochini da regalare ai bimbi, hi-tech per i grandi. Che bello vedere tutti i tramatzesi felici di spendere la tredicesima per festeggiare il Natale. Per le strade, in ogni angolo c'erano gruppi di persone con fisarmonica e cornamusa che cantavano tu scendi dalle stelle. In ogni casa c'era un'enorme babbo natale, di spalle che si arrampicava sui balconi. Parecchi interventi dei carabinieri i quali venivano chiamati dai passanti che li scambiavano per ladri. E quei giochi di luci, quegli alberi di Natale di plastica, gli addobbi con luci al led...che bello! Alla vigilia ricordo non si mangiava nulla, il 25 era la festa vera, tortellini in brodo, capone ripieno, tartine con vinavil e bostik, insalata russa, insalata di mare comprata al centro commerciale, condita con olio di motore, agnellone strano...non nonstrano al forno, il tutto innaffiato da vini e spumanti doc... che bello!
Ohia...ita ora esti? Arrazza de sognu stranu chi appu fattu, fia in bidda e festeggiavo il Natale continentale. Sono un caso umano, devo rivolgermi ad uno psicologo. Per fortuna, scherzi a parte, non ho mai dimenticato il Natale di Gonnostramatza, parlo di trenta e passa anni or sono, probabilmente adesso, sarà un tantino cambiato rispetto a quei tempi, ma per me il senso delle feste natalizie era quella tranquilla e serena atmosfera che si respirava nei nostri cortili, in piazza, nelle strade e quando si entrava in Chiesa. Era Natale, quando all'imbrunire, sentivi << Piva...piva..l'olio d'oliva...>> Era Don Piergiorgio, che annunciava a modo suo la Novena, e tutto il paese, si godeva quella colonna sonora natalizia che metteva allegria e sentivi qualcosa di magico dentro al cuore. Tutti alla novena. Quando si entrava in chiesa in quel periodo, la prima cosa che colpiva era il profumo del muschio e delle felci, miste all' incenso e alle candele. Il presepe che si allestiva in chiesa era stupendo, semplice e maestoso allo stesso tempo. Ricordo che mi fermavo ad ammirarlo in silenzio e una gioia misteriosa si impadroniva di me. Nella bottega dei miei c'era un filo teso, dove si appendevano i panettoni da vendere, per me era l'addobbo più bello che avessi mai visto.
La vigilia, con il fuoco che crepitava nella zimminera, con il pane sul trebini ad abbrustolire per poi essere spalmato di lardo, e l'agnello che si era immolato, girava lento nello spiedo emanando un profumo, che unito a quello dei mandarini e delle arance nella cesta, creavano la giusta atmosfera. Tutti accalorati e felici ci sedevamo a tavola nonni, zii, cugini a consumare il rito pagano di questa festa...il tutto innaffiato con vino spillato da sa carrada situata nel fresco del magazzino. Risate, battute varie, ricordi, accompagnavano la “frugale” cena. Poi tutti alla messa di mezzanotte. In quella occasione una spruzzata di pino silvestre, per camuffare su fragu de sa pezza e angioi e de su biu era d'obbligo. Una luce allegra brillava negli occhi dei tramatzesi. All' uscita si scambiavano gli auguri, come una grande famiglia . Adesso a nanna...ma era difficile dormire, perché doveva passare Gesù bambino (babbo natale sa di continentale) a portare i regali e posarli sulla sedia vicino al lettino o in cucina vicino al cammino. Poveri genitori che dovevano aspettare che ci addormentassimo... al risveglio ecco la gioia che si poteva toccare con mano: Qualche mandarino, caramelle, cioccolati, e una scatola di soldatini, oppure la bambola per le bimbe ed era Natale...Vabbè basta ho il magone, vi auguro cari compaesani un Natale di gioia e serenità, da vivere sempre con la pace nel cuore in quella fantastica atmosfera che Gonnostramatza, sono sicuro, sa ancora regalare, fatta di umiltà, semplicità, amicizia e tradizioni mai dimenticate, che si tramandano da sempre. Buon Natale!

Data:Martedi, 13 Gennaio 2015 11:43

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