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Ilenia Ghiani profile TOP

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Ilenia, arriva a Gonnostramatza nel dicembre 2009, dopo aver vissuto i suoi primi 25 anni a Roma, dove si laurea in Architettura degli interni ed ottiene l'abilitazione all'esercizio della professione. Allegra e curiosa, ama le serie tv, i fumetti Disney, i videogiochi e le nuove tecnologie. Proverà a raccontarvi il suo paese d'adozione con gli occhi di chi ha fatto esattamente l'inverso di quello che fanno i giovani oggi, passando dalla grande e caotica città alla tranquillità del piccolo paese.

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Da Gonnostramatza all’Eredità…

ilenia ghiani l-eredità raiunoVi è mai capitato di guardare un quiz in televisione e dire "ma queste domande sono facilissime! Se partecipassi io vincerei di sicuro! Adesso invio una mail." ? Bene, non fatelo. Ripeto. Non fatelo! Non sò se siete stati avvisati, ma una volta inviata la domanda, c'è la possibilità che vi chiamino a fare il provino. Non ci credete? Beh...non ci credevo neanche io quella mattina di settembre quando il mio telefono ha squillato ed al mio "Pronto...?" qualcuno ha risposto "Ciao Ilenia, sei ancora interessata a fare il provino per l'Eredità?" E a questo punto cosa fai? Non puoi mica rinunciare! Che poi tanto, detto tra noi, ma quando mai ti chiameranno per andare in trasmissione? "Ma si dai...va bene." E dall'altro capo del telefono "Perfetto, ci vediamo tale giorno a tale ora in tale posto."

In fondo male che vada ci faremo due risate. E allora ti fai stirare bene bene la tua camicia preferita, compili il modulo che ti hanno mandato via mail, scegli bene la foto da consegnare e parti per Cagliari. Un po' d'ansia, ma alla fine ti tranquillizzi quando vedi che ci sono persone di tutte le età. C'è il ragazzo che è venuto da Alghero in moto, la signora che ci prova per la quarta volta e che promette "Stavolta se non mi prendono...basta provini!", quello che, seduto in un angolo, risolve le parole crociate, forse per tenersi in allenamento. E poi ci sei tu che un po' ti vergogni, ma tanto "faccio il provino e con tutta questa gente che c'è qui, ma lo sai quando lo pescano il mio? Al massimo si fanno due risate e chiamano dentro il prossimo!". Quando rientri a casa un po' confuso poi l'unica cosa che ti rimane chiara in mente è "quelli che verranno in trasmissione verranno chiamati entro fine anno." Perfetto, almeno c'è una scadenza. Devo dire che un po' ci si rimane male quando il primo gennaio ti rendi conto che l'anno ormai è andato e tu sei ancora lì ad attendere non sò quale comunicazione. Una mail, un piccione viaggiatore, un messaggio in bottiglia attraverso il fiume. Niente. Il silenzio più assoluto. Attenzione, lo sapevi eh. Te l'aspettavi, ma come si dice, la speranza è l'ultima a morire...ma a questo punto direi proprio che è morta e sepolta. Pazienza. E poi, un pomeriggio di metà gennaio... Driiiiiin...Driiiiiin...Driiiiiin.... "Ma chi è che mi chiama con l'anonimo a quest'ora oh!" Un po' scocciata: "Pronto? Con chi parlo?" E senti "Ciao Ilenia, sono Tizio..." Ma chi lo conosce questo? "Mmm...si, dimmi..."  "Puoi venire a Roma la settimana prossima per partecipare all'Eredità?" Ed in quel momento, in una frazione di secondo, rischi in ordine rigorosamente temporale: trauma cranico dovuto a svenimento, perdita di conoscenza temporanea, paralisi delle corde vocali e successivo slogamento della mascella. "Ma chi, io?" No, quello che hai nascosto dentro l'armadio. "Si si, certo, sei disponibile?" Come si risponde ad una domanda del genere? Resti paralizzato, a bocca aperta, fulminato. "Boh, si, va bene..." "Allora...ti mando una mail con i dati...bla bla bla...l'albergo è in via...bla bla bla...ci vediamo a Roma...bla bla bla...ciao." "Ciao." Ha già chiuso. Panico! E adesso?

Non mi vorrete dire che ci devo andare veramente? Ma state scherzando spero? Giuro che ho inviato la mail così, tanto per fare, tanto per ridere, tanto per provare, tanto per... E comunque ridendo e scherzando ti ritrovi col tuo accompagnatore e la tua valigia piena d'ansia seduto nella hall di un albergo di periferia nel quale sei arrivato la notte prima dopo un viaggio sfiancante. Ti guardi intorno. Verranno a prenderti alle 11 del mattino, la Rai, o chi per loro, manderà qualcuno. Continui a guardarti intorno, curioso. Facendo due più due nell'albergo ci saranno anche gli altri concorrenti. Sospetti di tutti ma riesci a scoprire chi sono i tuoi avversari solo all'arrivo dell'auto che vi porterà agli studi Rai. Sorridi e stringi mani. Ma sempre avversari restano. Il problema vero è che poi quello che ti aspetti non è quello che realmente trovi. La verità è che, in realtà, non sai bene cosa aspettarti. Innanzitutto non fate come me. Cerco il capannone, scendo le scale e quasi entro nel primo studio che mi trovo davanti. Poi mi rendo conto che forse non sono ancora pronta per presentare Geo&Geo e cerco la porta giusta. Tutta l'ansia accumulata, nel frattempo, è uscita dalla valigia e ti è entrata nelle scarpe, nelle tasche dei pantaloni, si è arrampicata sulle maniche della felpa per nascondersi nel cappuccio, entrarti nelle orecchie, saltarti in testa ed avvolgerti completamente. Ma ormai il danno è fatto. Ti hanno già trascinato nel pieno dei preparati.

Sono le 11 e 30 ormai.   Noi sai bene quando inizierà la registrazione ma già cominciano a mandarti da una parte all'altra. Prima sali dalla redazione una mezz'ora. E torna giù. Poi sali dalla truccatrice. E di nuovo giù. Risali per la terza volta, stavolta è il turno dei capelli. E scendi ancora giù. Sali, scendi, sali, scendi, sali, scendi. Basta! Se il loro scopo era quello di farti fare un po' di attività fisica lo hanno sicuramente raggiunto. Ti scelgono l'abbigliamento tra tutto ciò che hai portato in valigia, te lo stirano e te lo portano nel camerino dove ci sono dodici persone che, nel frattempo, tra un modulo da compilare e l'altro, stanno tagliando la tensione a fettine. E cominciano i problemi. Ti fanno i capelli e poi ti dicono "Vai a cambiarti ma non spettinarti". Ti fanno vestire di tutto punto e poi ti dicono "Questo è il pranzo ma non sporcarti."  Come si fa? Mangio poco e non mi siedo. Ho paura di stropicciare o macchiare gli abiti appena indossati. "Almeno un bicchiere d'acqua.." penso. Apro la bottiglia e me la butto tutta, o quasi, sui pantaloni. Bene! A furia di fare le scale e vagare tra una stanza e l'altra si sono fatte le 3 del pomeriggio. L'ansia ormai ha preso forma ed è diventata il settimo concorrente. Ci rimane attaccata addosso anche quando ci spostano dal camerino al retro dello studio. Gli ultimi ritocchi. Microfono, ritocco ai capelli, cartellino col nome, ancora trucco, di nuovo una sistemata al microfono. E finalmente ti fanno accedere allo studio. Visto in tv sembrava diverso. E' piccolo, con pochi posti a sedere, ma molto luminoso e colorato. Abbagliante oserei dire. Le telecamere sono ovunque ma quasi non le vedi. Carlo Conti non c'è ancora ma arrivano le sue "vallette". Entra il pubblico e ci fanno ancora aspettare. Mezz'ora o forse più. Chi può dirlo. Ci hanno sequestrato tutti gli orologi ed abbiamo ormai perso il senso dello spazio e del tempo. Gli accompagnatori sono già seduti da molto nelle loro sedie girevoli posizionate agli estremi del palco. Noi ripassiamo a memoria regole e raccomandazioni con cui ci hanno bombardato tutta la mattina. Non le ricorderò mai tutte. C'è chi prega non escano domande sui verbi, o sulle tabelline. Passeggio su e giù nervosamente, ma sta’ per arrivare il momento di giocare. Ecco, ci chiamano. saliamo le scale e siamo in onda. Da questo momento in poi ho solo ricordi confusi, il rumore degli applausi, la voce fuori campo del regista, il monitor completamente nero senza grafica, il presentatore in piedi a 2 metri di distanza da me. Ricordo che c'erano più domande di quelle che hanno mandato in onda, che avrei voluto tirare giù lo schermo che avevo davanti quando ho sbagliato la risposta e che concentrarsi in una situazione simile è per pochi fortunati. Ricordo la rabbia e il dispiacere dell'uscita nascosti dietro il sorriso che ti impongono di tenere, la gentilezza di decine di persone che lavorano dietro il programma perché tutto sia perfetto. Ecco, è questo quello che vi volevo raccontare.

Quello che è andato in onda l'avete visto da soli, è quello che non tutti possono vedere che stupisce e disorienta. Tutto qui. Vorrei solo darvi un piccolo consiglio, se posso... Vi è mai capitato di guardare un quiz in televisione e dire "ma queste domande sono facilissime! Se partecipassi io vincerei di sicuro! Adesso invio una mail." ?

Bene, fatelo. Ripeto. FATELO! Del resto, chi non risica non rosica!

L'Eredità (RaiUno) - Puntata del 15 Febbraio 2014

Data:Domenica, 27 Aprile 2014 08:38

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